Zanza, il re dei playboy e il simbolo della Rimini degli anni d’oro

Quando si racconta la storia della Riviera romagnola tra gli anni Settanta e Ottanta, è impossibile non parlare di Maurizio Zanfanti, conosciuto da tutti semplicemente come “Zanza”.

Più che un personaggio, fu un fenomeno di costume. Più che un uomo, divenne un simbolo di un’epoca irripetibile in cui Rimini era la capitale europea della vacanza, della libertà e della spensieratezza.

Nato a Rimini nel 1955 da una famiglia modesta, Zanza crebbe nella Riviera che stava vivendo il proprio boom economico e turistico. A soli diciassette anni iniziò a lavorare nei locali notturni come procacciatore di clientela e successivamente come animatore e “buttadentro” della celebre discoteca Blow Up, uno dei templi della notte riminese. Fu proprio lì che nacque la sua leggenda.

Negli anni Settanta Rimini era qualcosa di difficilmente immaginabile oggi. Ogni estate arrivavano centinaia di migliaia di turisti provenienti da Germania, Svezia, Norvegia, Danimarca, Olanda, Francia e Regno Unito.

Le spiagge erano affollate, gli hotel registravano il tutto esaurito e le discoteche lavoravano fino all’alba. La Riviera era sinonimo di divertimento e libertà, soprattutto per le giovani turiste del Nord Europa che vedevano l’Italia come il paese del sole, del mare e del fascino mediterraneo.

In questo contesto Zanza costruì il proprio mito. Capelli biondi lunghi, pelle abbronzata, camicie aperte sul petto, stivali da cowboy e una sicurezza fuori dal comune. Era presente ogni sera nei locali più frequentati e parlava diverse lingue, riuscendo a conquistare la simpatia delle turiste straniere. La sua fama crebbe rapidamente fino a superare i confini italiani. Persino il quotidiano tedesco Bild gli dedicò ampi servizi giornalistici, trasformandolo in una vera celebrità internazionale.

Secondo i suoi racconti, nel corso della vita avrebbe avuto migliaia di relazioni sentimentali. Le cifre raccontate da Zanza sono sempre rimaste parte della leggenda e non verificabili, ma ciò che nessuno ha mai contestato è il fatto che fosse diventato il personaggio più famoso della notte romagnola. Per molti albergatori e operatori turistici rappresentava l’immagine stessa della Riviera: allegra, estroversa, seduttiva e capace di far sognare milioni di vacanzieri.

Le testimonianze di chi ha vissuto quegli anni raccontano una Rimini completamente diversa da quella odierna.

Le serate iniziavano in spiaggia con gli aperitivi, proseguivano nei ristoranti di Marina Centro e terminavano nelle discoteche che hanno fatto la storia della Riviera. Luoghi come il Blow Up, il Number One, il Paradiso, l’Altromondo e successivamente la Baia Imperiale erano il centro della vita mondana italiana ed europea. La notte sembrava non finire mai e personaggi come Zanza erano diventati delle vere attrazioni turistiche.

Molte turiste tornavano anno dopo anno a Rimini non solo per il mare, ma per ritrovare quell’atmosfera unica fatta di amicizie, flirt estivi e divertimento senza pensieri. Attorno a Zanza nacquero racconti, aneddoti e leggende che contribuirono a costruire il mito della Riviera. Alcuni lo consideravano un moderno Casanova, altri una sorta di ambasciatore informale del turismo romagnolo. Lui stesso amava dire di aver fatto più promozione per Rimini di molte campagne pubblicitarie.

Con il passare degli anni la Riviera cambiò. L’avvento dei voli low cost, la concorrenza delle destinazioni estere e il cambiamento delle abitudini turistiche segnarono la fine di quell’epoca irripetibile. Ma il personaggio Zanza continuò a vivere nell’immaginario collettivo come l’ultimo rappresentante di una stagione in cui Rimini era davvero la capitale europea della holiday.

Alla sua morte, nel settembre 2018, i giornali di tutta Europa tornarono a parlare di lui. Non tanto per le sue conquiste amorose, quanto perché con lui sembrava scomparire definitivamente un pezzo della Riviera degli anni ruggenti. Molti lo ricordarono come il volto di una Romagna spensierata, capace di accogliere il mondo intero con un sorriso e una voglia inesauribile di vivere.

Oggi il nome di Zanza continua a suscitare curiosità e nostalgia. Al di là della leggenda, rimane il simbolo di una stagione storica che ha reso Rimini famosa nel mondo: quella delle estati infinite, delle notti in discoteca fino all’alba, delle spiagge affollate di giovani europei e di una Riviera che, tra gli anni Settanta e Ottanta, rappresentava il sogno italiano della dolce vita adriatica.

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