Tempio Malatestiano Rimini

Tempio Malatestiano è una delle costruzioni più interessanti del Rinascimento italiano, che fu voluto da Sigismondo Malatesta per rappresentare la sua gloria. Il tempio nasce sui resti di una chiesa francescana e lo stile architettonico e di tipo romanico, l’inizio della costruzione di fa risalire all’800 e il suo completamento risale al 1468.

Questo tempio fu rinnovato totalmente proprio sotto la signoria di Sigismondo Pandolfo Malatesta e vede coinvolti artisti come Leon Battista Alberti, Matteo de’ Pasti, Agostino di Duccio e Piero della Francesca.

Una parte dei marmi furono presi da rovine di Sant’Apollinare in Classe e da Fano. Questa chiesa fu utilizzata nel ‘300 come sepolcro della famiglia Malatesta, per questo fu arricchita di altari e opere d’arte.

Tutto ciò che concerne l’iconografia strutturale è unico in Italia, infatti fu trasformato da Pandolfo in un monumento celebrativo di sé stesso e della sua signoria. La struttura che vede mescolarsi sia iconografia cristiana che pagana, mette in mostra un complesso linguaggio che determina poi la denominazione di Tempio.

Nel tentativo di trovare un’unica chiave di lettura l’analisi dispersiva delle icone porta all’emersione di  un intento celebrativo della figura del signore e della sua corte. La struttura, che inizialmente fu elaborata dall’Alberti, non fu conclusa, e una serie di contrasti bellici resero impossibile la fine dei lavori.

Durante la seconda guerra mondiale, l’edificio subì danni nella zona absidale, che fu distrutta insieme alla copertura che fu successivamente ricostruita con l’esterno in mattoni a vista e l’interno in con intonaco bianco.

L’esterno dell’edificio fu ideato da Leon Battista Alberti, come anche l’ involucro marmoreo che permise di lasciare intatto l’edificio preesistente.

Un’opera incompiuta che nella parte bassa della facciata prevedeva archi quadrati e colonne l’avrebbero divisa in tre parti, nella parte superiore un frontone e nel punto centrale un portale riccamente ornato avrebbe incanalato la visuale.

Un interno avvolto in un’atmosfera surreale, una sola navata, ricoperta da travi di legno, abbraccia il visitatore. Il sepolcro di Sigismondo si trova a destra ed è di marmo, caratterizzato da due bassorilievi.

In fondo al tempio è situata la cella delle Reliquie, dove si può ammirare un disegno di Piero della Francesca che fu preparato per realizzare l’affresco.

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