Itinerario entroterra Romagna
Da Viserba a Cattolica, la Riviera Romagnola splende tra spiagge, sole, divertimento, discoteche e cultura, tutto condito dalla cucina Romagnola con i suoi piatti tipici e i suoi vini pregiati.Sulla Riviera si passa dal bagno al mare alla visita di una rocca o di un castello piuttosto che di un borgo antico.Partendo da Rimini:-si va a Verucchio, senza tralasciare la terra dove si produce il celebre formaggio di fossa (Sogliano al Rubiconde), Verucchio mostra tratti di civiltà antichissime risalenti addirittura al 10 secolo a.C., seguono tracce di civiltà Etrusca e Romana sotto il cui dominio rimase a lungo. Dopo anni di buio, Verucchio torna a splendere attorno al 1200 con i Malatesta.- si attraversa, usando la Via Marechiesa, la splendida Valmarecchia, una valle nella quale come delle piccole case di un presepe troviamo gioielli come San Leo e la sua meravigliosa Rocca, Pennabilli, Novafeltria e la stessa Verucchio- si va nella Vallata del Conca, passando per paesi come Montefiore, dominata dalla maestosa Rocca simbolo del passaggio Malatestiano e si arriva a Mondaino e ancora poi a Saludecio un delizioso borgo medioevale che da da scenografia a un Festival che come caratteristica ha quella di trasportarti un un'altra epoca, visto che tutto il borgo torna indietro di duecento secoli; nella stessa valle il Fiore all'occhiello è Gradara, famosa per la sua storia e famosa ancor di più per aver ospitato Paolo e Francesca, i celebri amanti citati da Dante in un brano della Divina Commedia (V canto dell'Inferno: "Amor, ch'a nullo amato amar perdona,mi prese del costui piacer sì forte..")- si va a Santarcangelo di Romagna, che oltre ad essere un Borgo medioevale e un sito di grotte di tufo, è posto su un colle pieno di vigneti i quali sono usati per produrre il Sangiovese, vino principe della Romagna - si va a Coriano, territorio di colture agricole rigogliose e si passa anche per Montescudo famosa per le terracotte- si va alle Grotte di Onferno, grotte poste a 70 metri di profondità, dove stalattiti e stalagmiti, prodotti dal calcare, sono una festa per gli occhi dei visitatori. Rimini non è solo la regina incontrastata dell'organizzazione balneare, ma ha pure il primato dei trasporti, infatti è collegata benissimo con le sue colline e tutto l'entroterra in generale. Oltre a tante agenzie che noleggiano auto al servizio di ospiti che decidono di muoversi autonomamente, dispone di una linea Urbana ed Extraurbana (tram di Rimini) che collega tutto l'entroterra: : Linea 172 per Riccione, Misano Monte, San Clemente, Marciano, Gemmano, Inferno Linea 180 per Montefiore, Tavolato, Montegridolfo, Mondaino, Saludecio, Marciano Linea 114 per Santarcangelo, Poggio Berni, Trebbio, Torriana, Montebelloù Linea 174/175 per Riccione, Cattolica, Marciano, MontegridolfoSenza contare che nei mesi estivi è in funzione una Linea Speciale, Collinea, che effettua Tour con guida nell'Entroterra.
Passeggiate ed escursioni in Romagna
La Riviera Romagnola è turismo per tutti anche per chi alterna il mare alle passeggiate a piedi, in bici o a cavallo. Nel territorio del comune di Gemmano si trovano le Grotte di Onferno : inserite in un grande parco naturale con tanti sentieri percorribili a piedi come il Sentiero della Madonna della pioggia e il Sentiero del Faggio (più di 120 ettari con vegetazione ricca e la presenza di molti animali selvatici), muniti di casco e torcia accompagnati da una guida per effettuare un percorso della durata di un ora e mezza; le grotte si presentano in tutto il loro splendore manifestando il carattere prettamente carsico, risultato dell'erosione di un fiume sotteraneo, si sono venute quindi a formare grandi spazi abitati da pipistrelli (è la più grande colonia di pipistrelli della nazione). Tra Gemmano e Montefiore si apre la Valle del Ventena, non è una grande vallata ma ha aspetti assolutamente incontaminati tali da renderla selvaggia, soprattutto se si considera il fatto che non è distante dal mare; il torrente Ventena scorre al centro della valle, lungo il quale ci sono i percorsi per le passeggiate.Da Montefiore verso Levola la Valle di Saludecio, passeggiate in salita, visto l'ambiente collinare della valle, passeggiata che ci porta anche a visitare Cerreto, un borgo rurale intatto.Mondaino offre la vista della Valle Valmala, caratteristica di questa valata è l'interazione tra il passaggio dell'uomo (sentieri, borghi, masserie antiche) e l'ambiente naturale. Valle ricca di sentieri, bastano un paio di scarpe da trekking e l'incontro tra uomo e natura è possibile.Nelle campagne di Montefiore un sentiero ci porta nel Bosco di Albereto per poter fare passeggiate in mezzo ad alberi che è strano trovare in una zona così vicina al mare : i Castagni. Passeggiare in questa vallata è suggestivo proprio per i contrasti tra alberi (olivi e castagni) e profumi.Se poi si vuole passeggiare lungo i fiumi, due itinerari da fare ca piedi o in bici sono quelli9 lungo il Marecchia e lungo il Conca.
Stagione ideale : Primavera e autunno. Tempo: 1 giorno. Percorso: 83 km.
Dalla località Sant'Apollinare in Classe in soli 15 km si raggiunge la città di Ravenna, quindi, dopo aver attraversato la pineta di San Vitale, le Valli di Comacchio e i lidi ferraresi, si arriva alla località Pomposa (di 49 km); di qui, attraversando il bosco della Mesola, si arriva al Lido di Volano (19 km). Questo itinerario inizia da Sant'Apollinare in Classe, alle porte di Ravenna, lungo la statale Adriatica, per sottolineare uno dei temi conduttori ovvero la visita ai significativi reperti dell'arte bizantina, caratterizzanti un'epoca storica che ha visto il massimo splendore dell'area ravennate. La Chiesa di Sant'Apollinare risale al VI secolo dopo Cristo, mentre il campanile è di qualche centinaio di anni più recente; l'architettura a tre navate, gli splendidi e policromaci mosaici ed i numerosi sarcofagi sono considerati i pregi artistici maggiori di un complesso che ha subito parecchi danneggiamenti anche per le vicende belliche più vicine a noi. Lasciata la località, con un percorso di pochi chilometri si raggiunge la città di Ravenna, dove una sosta di qualche ora nel centro storico permetterà una visita approfondita ai monumenti e alle opere d'arte d'immenso risalto.
I monumenti appartenenti al V e al VI secolo sono conservati nel centro storico e costituiscono un insieme che ha pochi altri riscontri al mondo: trattasi del Mausoleo di Galla Placidia e del battistero degli ortodossi fino alla Basilica di San Vitale, momento massimo dello sviluppo dell'arte ravennate. A Ravenna si trova anche il sepolcro di Dante Alighieri, risalente al XVIII secolo, ma con bassorilievi, attribuiti a Pietro Lombardo, appartenenti al XV secolo.
Si esce poi dalla città di Ravenna, attraverso la statale Adriatica, in direzione nord, dove il paesaggio diviene quello tipico del delta del Po, dopo l'attraversamento della Pineta di San Vitale; una sosta al cippo che ricorda la morte di Anita Garibaldi, nella tragica fuga "dell'eroe dei due mondi" da Roma verso l'esilio, la distesa delle Valli di Comacchio, l'attraversamento della foce del Reno, sono tutti momenti importanti di questo percorso. Risale all'alto medioevo la struttura monumentale (collocata presso la statale Romea), dell'Abbazia di Pomposa, costituita dai monaci benedettini nel periodo del VII secolo, su una isoletta nei pressi del delta del Po. L'ultima parte dell'itinerario attraverso il bosco della Mesola consente di arrivare al Lido di Volano, presso la Sacca di Goro, esempio di un ramo deltizio in stato di abbandono ed ora in tentativo di recupero con opere di difesa ecologica e di avvio del turismo.
Stagione ideale: primavera e autunno. Tempo: un giorno. Percorso: 80 km.
Si parte dalla località Pontelagoscuro, da cui si raggiunge la città di Ferrara in soli 7 km; si prosegue poi per Vigarano Mainarda (11 km) e Sant'Agostino (11 km), fino a Cento (13 km). Da qui, continuando verso San Giovanni in Persicelo (14 km) e Sant'Agata Bolognese (6 km), si arriva alla località di Nonantola (8 km), ultima tappa prima della città di Modena (10 km). L'itinerario muove da Pontelagoscuro, sulla riva destra del Po, in uno dei punti più importanti del corso del grande fiume, che qui inizia la sua parte finale diramandosi nel delta.
Il percorso verso Ferrara segnala una connubio tra il suggestivo paesaggio agrario di una pianura bonificata e l'insediamento tecnico-industriale. La visita ad una città come Ferrara, ricca di monumenti e preziosità artistiche ed architettoniche, retaggio di un passato fulgido in varie epoche, si può abbinare con un buon pranzo in uno dei numerosi ristoranti caratteristici e tipici, costosi e non, che qui vi si trovano. Una curiosità storico-gastronomica: vicino al Duomo è ancora aperta, seppur sotto diverso nome, l'Osteria del Chiocchiolino, di origine quattrocentesca.
Usciti dal capoluogo in direzione di Modena, si toccano numerosi centri ove vale la pena fermarsi per apprezzare le opere dell'uomo come ad esempio il Cavo Napoleonico, che presso Sant'Agostino si congiunge al Reno derivando dal Po, con funzioni idrauliche e bonificatorie molto importanti. Sempre in direzione di Modena si incontrano le località di Vigarano Mainarda, Mirabello, Sant'Agostino, Dosso e Corpo Reno, fino ad arrivare a Cento, che rappresenta una meta molto interessante per l'arte dovuta ai suoi illustri figli, come ad esempio il personaggio di Giovanni Francesco Barbieri, famoso pittore, soprannominato il Guercino.
Dopo Cento e Decima, si entra poi per qualche chilometro in provincia di Bologna, toccando due interessanti e vivaci località come San Giovanni in Persiceto e Sant'Agata Bolognese, sede industriale molto importante ma anche sede di tradizionali attività artigianali. L'ultimo tratto dell'itinerario tocca Nonantola, già in provincia di Modena, ed una sosta nel centro consentirà una visita particolareggiata e accurata della storica abbazia benedettina e dell'annesso museo (codici miniati, pergamene dell'VIII - XIV secolo e reliquiari del X e XII secolo) che ricordano l'opera plurisecolare che gli abitanti della zona, fin dall'alto medioevo, sotto la saggia e lungimirante guida dei componenti dell'ordine monastico fondato da San Benedetto.
La viticoltura di pianura trova qui, con la produzione di lambrusco e di altri vini tipici, una delle principali forme di trasformazione industriale, fonte di redditi sicuri e di un certo benessere generalizzato. Meta successiva e conclusiva dell'itinerario è Modena, dove si entra attraverso uno dei quartieri di più intensa produzione industriale ed artigianale, arrivando però, in pochi minuti, nel pieno centro cittadino. Qui non manca davvero la possibilità di visitare la zona. alla conclusione della giornata, una tappa quasi obbligata in uno dei numerosi ristoranti tipici di una cucina romagnola che ha nei tortellini, nello zampone, nel formaggio grana e nel lambrusco gli elementi più gustosi e i sapori più apprezzati.
Stagione ideale: primavera e autunno. Tempo: 1 - 2 giorni. Percorso: 137 km.
Da Piacenza, percorrendo la statale 10, si raggiunge Caorso (15 km), quindi si punta su Cadeo (10 km), dove si imbocca la statale 9 in direzione di Fiorenzuola d'Arda (6 km); si devia poi per Bacedasco (28 km) e Salsomaggiore Terme (15 km). Si interseca nuovamente la statale 9 all'altezza di Fidenza (9 km) e si prosegue per Busseto (15 km), da cui si dirige infine verso Parma.
Più che un itinerario ragionato, è questo un girovagare in una zona così spettacolare nelle sue forme economiche, artistiche e vocazionali che appare interessante esaminarla. Partendo da Piacenza e percorrendo la statale in direzione di Cremona, si arriva a Caorso, venuta alla notorietà di recente per l'installazione di una centrale nucleare, ma ragguardevole anche per numerosi reperti storici: abitata fin dall'età preistorica, la cittadina possiede un castello medievale, ripetutamente distrutto e riedificato fino all'attuale assetto.
Si prende quindi la direzione della via Emilia che si raggiunge, dopo una decina di chilometri, presso Cadeo, luogo che ebbe una sua vitalità sin dall'epoca medioevale con un ospedale dei pellegrini e un castello fortificato, in una zona notevolmente strategica tra la collina e la pianura. Un tratto della via Emilia conduce a Fiorenzuola d'Arda, centro di rilevanti dimensioni, che prende il nome da un insediamento di coloni in epoca romana e conserva intatta, nel cuore cittadino, una tipica pianta medievale rettangolare; ha avuto notevole rilevanza come mercato agricolo e come centro di transito, legato nelle vicende storiche a Fidenza, che si toccherà in una tappa successiva. Una deviazione verso l'interno della collina piacentina, in direzione sud-ovest, permette di arrivare, dopo aver attraversato le località come ad esempio Castell'Arquato, Lugagnano Val d'Arda e Vernasca, in un'area ancora semisconosciuta al turismo, ma che meriterebbe una valorizzazione maggiore: si tratta di Bacedasco e delle sue sorgenti termali, poste in un ambiente naturale ricco di vegetazione ed improntato al relax, trattandosi di una zona molto periferica, ma non troppo distante dalle principali vie di comunicazione.
A pochi chilometri da qui, attraversando il confine tra le province di Piacenza e Parma, si giunge a Salsomaggiore Terme, località ben altrimenti nota e frequentata, proprio per le capacità terapeutiche delle sue acque salso-iodiche. Posta a 160 metri sul livello del mare, presenta le tipiche attrazioni di un centro votato completamente a un turismo che la pone al vertice, come frequenze, tra tutti quelli analoghi dell'Italia. Si scende ancora verso la via Emilia per raggiungere Fidenza, il più importante centro della provincia di Parma dopo il capoluogo, conosciuta fin dall'epoca romana col nome di Fidentia Iulia.
Molte le opere d'arte da visitare, dalla cattedrale al palazzo comunale, alla chiesetta gotica dei Santi Faustino e Giovita; non sono però da dimenticare le attrazioni alimentari, perché nei ristoranti della zona si possono gustare i tortellini, i funghi della vicina collina e il prosciutto di Parma. Prima di toccare Soragna si giunge nella bassa pianura, a Busseto, dove sono molteplici i ricordi della vita e della residenza di Giuseppe Verdi, che a Roncole nacque. Dal punto di vista artistico, passando però al campo letterario, occorre ricordare che di questa zona fu originario anche Giovanni Guareschi, l'autore di Don Camillo. Dopo questa incursione nella bassa pianura, si rientra sulla via Emilia in direzione di Parma, che si raggiunge dopo aver attraversato il fiume Taro. La città merita di essere visitata a lungo ed accuratamente, tanti e tanto importanti sono i cimeli storici e artistici di una vita plurisecolare, anche come capitale di un vivacissimo Ducato.
Mercatini in Riviera Romagnola Lunedì : P.za Gropius (San Vito); P.za del Tituccio (Corpolò); Via Baroni (Viserba).Martedì : Via Montiano e Via Brisighella (S.Giustina); Via Marconi (Miramare di Rimini).Mercoledì e Sabato : P.za Malatesta e P.za Cavour (Rimini città).Giovedì : davanti alla chiesa (Torre Pedrera).Venerdì : P.za Unità (Riccione).Sabato : P.za Malatesta e P.za Cavour (Rimini città).Domenica : lungo la ferrovia (Rimini) solo estivo.