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Personaggi di Rimini

passatore cortese rimini.jpgIl passator Cortese

Stefano Pelloni, personaggio vissuto nella prima metà dell'800, noto come bandito, citato dal Pascoli come eroe romantico, affascinante figura resa polpolare proprio per questa sua duplice visione.

Ragazzino senza studi, trova i suoi maestri nel lavoro di traghettatore (di qui il soprannome "passatore") che fin da giovane si appresta a fare con il padre, sul fiume Lamone. Conosciuto e conoscitore di furfanti finisce in galera e ne evade presto, costituendo una banda che per tre anni ha razziato e terrorrizzato la Romagna, soprattutto i signori della Romagna.

Questo suo accanimento personale contro i ricchi fece in modo di essere amato dal popolo che in qualche maniera lo aiutava, anche a nascondersi, popolo che veniva da lui ricambiato con atti e donazioni generose (ecco perchè a "passatore" si aggiunse anche il soprannome "cortese").

Si ricorda ancora oggi nelle zone dell'entroterra la sua "incursione armata" nel teatro di Forlimpopoli, pieno di gente dell'alta borghesia riunita lì per la visione di una rappresentazione teatrale, che fù letteralmente sequestrata in toto, con tanto di richiesta di riscatto, e successiva occupazione e saccheggiamento della città.

Grossa taglia fù messa dalla giustizia sulla sua testa, e ciò favorì il tradimento di uno dei suoi uomini. In uno scontro a fuoco con i sopldati che erano andati a prelevarlo, morì, era il 1851.

 

francesca da rimini.jpgFrancesca da Rimini

Figlia di Guido da Polenta, notabile signore di Ravenna, alla sola età di 15 anni, fù data in moglie a Gianciotto Malatesta signore di Rimini. Matrimonio frutto di un interesse, celebrato più che per amore ma per la celebrazione stessa di un alleanza tra due casate di Romagna.

Non si conosce molto della vita di Francesca, si sa che ha avuto una figlia e che è morta alla sola età di 23 anni.

Quello che però tutti conosciamo di lei, lo ha raccontato Dante Alighieri, nel Canto V dell'Inferno (divina Commedia) , racconto che davvero nelle righe struggenti, narra la sua vicenda persa tra il mito e la realtà. Dante e Virgilio percorrendo i cerchi dell'Inferno, arrivano al II cerchio, la caratteristica del posto è il lamento continuo e triste che riecheggia.

Dante comprende che quelli sono lamenti di chi ha peccato con la carne, di coloro i quali hanno fatto vinvere l'istinto in contrapposizione alla ragione, tutti quanti loro erano in quel luogo perchè morti in nome dell'amore.

Dante viene attratto soprattutto da due figure, che sono abbracciate e cosi attaccate si muovono portate dal vento, e scopre la loro storia :  Paolo Malatesta, cura il matrimonio che avviene per procura tra il fratello Gianciotto e la giovane Francesca.

Paolo bello, gianciotto sgraziato, Francesca non conoscendo nessuno dei due, crede che il suo sposo sarà Paolo e invece si ritroca sposata con Gianciotto. Attratti comunque l'uno dall'altra e scoperti da Gianciotto mentre un "casto bacio" di Paolo sfiorava Francesca, vengono uccisi. Tra i versi più struggenti e conosciuti dell'opera dantesca : "Amor, che a nullo amato amar perdona / mi prese del costui piacere sì forte..."

 

Federico Fellini rimini.jpgFederico Fellini

Uno dei più grandi registi del mondo, protagonista del cinema d'autore italiano, fotografo della realtà italiana, testimone del cambio del costume e della società, Federico Fellini uno dei cittadini più illustri di Rimini, dove vi nasce il 20 gennaio del 1920.

Già artista in epoca adolescenziale , mentre frequentando il liceo di Rimini si avventurava nell'arte del disegno umoristico. Comincia a collaborare con delle riviste e vede pubblicate le sue caricature. A vent'anni lascia Rimini e si trasferisce a Roma.

Conosce artisti che lavorano nel mondo dell'avanspettacolo e si mantiente sempre disegnando caricature. Comincia a scrivere testi per la radio e cose brevi per il teatro e conosce sua moglie Giulietta Masina, dalla quale ha un figlio che muore a neanche un mese di vita.

Questo triste episodio in qualche modo segna e condiziona la vita di Fellini. Conosce subito dopo la guerra Roberto Rossellini e parte con loro due il cinema Neorealista con film come "Roma città aperta". Il suo primo film fatto completamente da solo è "Lo sceicco bianco", al quale segue "I vitelloni".

Fellini porta nel suo cinema il suo passato, i suoi ricordi adolescenziali raccontando la realtà vissuta da lui stesso a Rimini. Oscar con "La strada" nel 1953 e con "Le notti di Cabiria" nel 1954, Palma d'Oro con "La dolce Vita" e di nuovo Oscar  nel 1973 con "Amarcord" parola dialettale riminese che grazie a lui è passata in maniera prepotente nel vocabolario italiano (amarcord = mi ricordo), nel film si raccontano infatti i suoi ricordi giovanili a Rimini. Riveve l'Oscar alla carriera nel 1993 e lo stesso anno muore a Roma.


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